RAPPORTI DI LAVORO DIPENDENTE NEI CONFRONTI DEI FAMILIARI

RAPPORTI DI LAVORO DIPENDENTE NEI CONFRONTI DEI FAMILIARI
Una recente Sentenza della Cassazione (n.ro 23919/2025) ha riscritto i confini del rapporto di lavoro dipendente nei confronti dei familiari.
Per inquadrare la tematica giuridica va premesso che l’Inps può contestare l’esistenza del rapporto di lavoro subordinato nei confronti dei parenti anche moltissimi anni dopo il suo insorgere ciò al fine di non erogare le relative prestazioni pensionistiche e/o di malattia o quant’altro.
La sentenza in oggetto elimina la convivenza tra i parenti quale elemento basilare per la revoca delle prestazioni e pone a carico della ditta e del lavoratore l’obbligo di provare la subordinazione attraverso gli elementi fondanti del rapporto di lavoro quali:
- timbratura del cartellino
- pagamenti effettivo con mezzi tracciabili dello stipendio
- ogni altro elemento documentale atto a provare la presenza del familiare sul posto di lavoro, infatti le testimonianze trovano sempre poco credito.
Va osservato che, sebbene siano le imprese individuali le più soggette a questi recuperi, spesso l’azione di recupero viene svolta anche nei confronti di società a ristretta base sociale quando sussistono rapporti di parentela tra i membri dell’organo di governance (amministratori) ed i propri famigliari.
Pertanto anche le società dovranno attivare tutti i controlli ai fini della precostituzione delle prove onde evitare di essere esposte allo spiacevole recupero Inps che, seppure comportante il rimborso dei contributi versati, porterebbe alla perdita del trattamento pensionistico per il familiare.
Restiamo a Vs. disposizione per ogni chiarimento.



