Non più cedibili i crediti per bonus edili

salvati i cantieri già in corso al 16/2/23

Dal 17.02.2023 è vietato l’esercizio delle opzioni di cessione del credito d’imposta e di sconto in fattura dei bonus casa. L’operazione è ancora possibile solo per chi ha già avviato gli interventi edilizi agevolati prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, ossia entro il 16.02.2023.

 Il divieto di cessione e sconto in fattura riguarda il superbonus e tutti gli altri bonus casa ordinari cedibili: bonus ristrutturazioni 50%, ecobonus, sismabonus ordinario, bonus facciate, bonus del 75% per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Con il decreto 11/2023 è cancellata anche la possibilità di cessione prevista per i contribuenti incapienti introdotta nel 2016.

 Il divieto non riguarda la cessione dei bonus diversi da quelli edilizi (tra i quali rientrano il credito d’imposta Super Ace, i crediti energia e gas per la seconda metà del 2022 e il cosiddetto bonus chef).

Nelle ipotesi in cui è ancora possibile cedere il credito d’imposta o ottenere lo sconto in fattura, sia per il superbonus sia per i bonus ordinari, restano validi i tempi e le procedure previsti prima del D.L. 11/2023. Pertanto, entro il 31.03.2023 sarà possibile comunicare le opzioni relative alle spese sostenute nel 2022 o alle rate residue delle spese del 2020 e 2021 (il termine ordinario del 16.03 è prorogato dal Milleproroghe, ora all’esame del Parlamento).

Per chi è fuori dal regime transitorio si potrà beneficiare del bonus, ma solo come detrazione in dichiarazione dei redditi. Tale soluzione per molti contribuenti non sarà percorribile, per problemi di incapienza o perché non si dispone di sufficiente liquidità da anticipare per pagare i lavori. Si precisa, infine, che se non si procede con le opere, le spese preliminari, come ad esempio quelle dello studio di fattibilità, non sono detraibili.

La linea scelta per la modifica legislativa è stata quella del Decreto Legge; per cui sono attese sostanziali modifiche in sede di conversione anche per andare incontro alle richieste delle associazioni dei consumatori ed imprenditori edilizi che stanno esercitando notevoli pressioni sul governo.

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